Come psicologo e psicoterapeuta, da anni aiuto studenti universitari a superare il cosiddetto “blocco dello studente”. Si tratta di una difficoltà psicologica spesso sottovalutata, che può avere impatti significativi sulla vita accademica, personale e sociale della persona.
Chi vive questa condizione sperimenta una perdita di motivazione, ansia anticipatoria, sensazione di fallimento, paura del giudizio e un crescente isolamento. Molti studenti raccontano di sentirsi imprigionati in un ciclo fatto di procrastinazione, perfezionismo e frustrazione.
Nel mio lavoro utilizzo protocolli specifici per affrontare questa tipologia di disturbo, con l’obiettivo di sbloccare l’energia mentale e il potenziale degli studenti, per intervenire in modo efficace e rapido.
disfunzionali adottate fino a quel momento che non hanno funzionato.
mirato, spesso paradossale, per interrompere il meccanismo alla base del blocco
di nuove azioni e visioni, per ridefinire il rapporto con lo studio
ottenuti nel percorso terapeutico per renderli stabili e duraturi.
Una studentessa universitaria, bloccata da anni, temeva di sostenere esami se non si sentiva perfettamente preparata. Questo perfezionismo estremo l’aveva paralizzata.
Abbiamo lavorato su un cambio di prospettiva radicale: affrontare un esame consapevolmente impreparata. Il risultato? Superato l’esame con successo. Questo evento ha segnato l’inizio di una nuova fase, sbloccando in poche settimane una situazione ferma da anni.
La Terapia Breve Strategica si è dimostrata estremamente efficace nel trattamento di disturbi legati all’ansia e alla performance, con percentuali di successo superiori al 90% nei disturbi fobici-ossessivi. In media, i primi miglioramenti si ottengono entro 5-7 sedute.
Nardone, 2015 – Cambiare per conoscere. l’evoluzione della terapia breve strategica
Pietrabissa, 2016 – Brief strategic therapy for obsessive-compulsive disorder: a clinical and research protocol of a one-group observational study. – link
Gibson, 2015;
Nardone, Salvini, 2014; – link
Castelnuovo et al. 2011; – link
Watzlawick, 2007; – link
Jackson et al. 2018 – link
La Terapia Breve Strategica si è dimostrata estremamente efficace nel trattamento di disturbi legati all’ansia e alla performance, con percentuali di successo superiori al 90% nei disturbi fobici-ossessivi. In media, i primi miglioramenti si ottengono entro 5-7 sedute.
Per affrontare e superare il blocco dello studente, il percorso può essere svolto sia in presenza, presso gli studi di Verona e Bovolone, sia online. Nella fase iniziale si prevedono incontri ogni 2 settimane, con una successiva riduzione della frequenza fino alla fase di follow-up.
È un modello di intervento terapeutico ideato al Mental Research Institute a Palo Alto e successivamente sviluppato da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.
Il Prof. Nardone – con il quale mi sono formato – e il team del Centro di Terapia Strategica hanno formulato specifici protocolli di trattamento per vari tipi di patologie psichiche e comportamentali, sviluppati attraverso la metodologia della ricerca-intervento.
In questo approccio si agisce secondo la teoria dell’“imparare facendo”: si preferisce l’azione all’indagine delle cause, preferendo mettere in atto concrete strategie che portano alla risoluzione del problema.
“Se vuoi vedere impara ad agire” è il principio cibernetico che sta alla base di questa idea: è l’azione, prima del pensiero, che ci porta a gestire le situazioni che affrontiamo e ci dà suggerimenti su come cambiare..
Il terapeuta propone strategie e stratagemmi che portano il paziente a modificare i propri comportamenti, modificando così il contesto nel quale agisce, osservandolo da nuove prospettive.
Il tempo necessario al vostro problema in quel preciso momento. Generalmente il tempo varia da 45 minuti ai 90 minuti, ma non c’è una regola valida per chiunque
Varia da persona a persona ed è difficile dare una risposta precisa senza conoscere il caso. Solitamente entro le 20 sedute si terminano i percorsi. I primi miglioramenti sono spesso visibili entro le prime 5 sedute.
Dipende molto dal problema che la persona mi presenta e dai suoi bisogni. Generalmente si fissano gli appuntamenti ogni due settimane, in alcuni casi ogni sette o dieci giorni. Ogni persona e ogni problema sono a sé e non può esserci una regola precisa predefinita.
Certamente. Il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta è quello di aiutare anche chi prende farmaci a lavorare sul problema che si presenta; anche per chi assume farmaci la psicoterapia può essere una utile e spesso, indispensabile, integrazione. La terapia farmacologica deve essere monitorata da un medico o da uno psichiatra. Lo psicologo non può intervenire in alcun modo sulle prescrizioni farmacologiche.
Il costo della seduta varia a seconda del tipo di trattamento e dalla durata. Nel corso della prima seduta ti darò un quadro completo e trasparente dei costi.
Sì. In alcuni casi è prevista la partecipazione attiva dei genitori come parte del processo terapeutico.
Negli ultimi anni si è introdotta anche la possibilità di lavorare su internet. Quando vi siano effettive impossibilità logistiche si possono avviare anche percorsi via internet. Tuttavia, quando non sia impossibile farlo, sarebbe preferibile vedersi in presenza. È importante imparare a dedicarsi del tempo per sé e interagire con le persone. Forse non tutti sanno che alcuni studi sembrano mettere in luce che l’incontro dal vivo produce effetti benefici non solo a livello psicologico, ma anche a livello di fisiologia del cervello!
Sì. Le prestazioni psicologiche sono detraibili anche senza prescrizione medica, secondo la normativa vigente.
Ricevo su appuntamento nei miei studi di Bovolone (VR) e Verona
Lunedì – Venerdì dalle 10 alle 20
Sabato dalle 11:00 alle 18:00
Lo studio di Verona si trova in via Arsenale, 64, al di là del ponte di Castelvecchio, in un palazzo storico.
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Lo studio di Bovolone (VR) si trova in Piazza Donatori di Organi, 2.
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La differenza tra psicologo e psicoterapeuta è sostanziale. Lo scopo principale dello psicologo è quelli di prevenire disagio e i disturbi psicologici, promuovere il benessere della persona, prestando attenzione al funzionamento della mente, con le sue componenti fisiologiche, psicologiche, relazionali e ambientali.
Lo psicoterapeuta, oltre che occuparsi di questi aspetti, si occupa del trattamento delle psicopatologie, intervenendo in modo diretto su questi problemi che le persone possono avere. Lo psicoterapeuta invece studia in modo specifico per altri 4 anni il trattamento delle psicopatologie; in psicoterapia vi sono differenti approcci, poiché nessuno di noi è standardizzabile.
L’approccio che ho scelto è quello della psicoterapia breve strategica. In questo percorso di studio si è obbligati a fare un tirocinio pratico di 250 ore ogni anno. I miei li ho svolti alternandomi tra due celebri realtà veronesi: la clinica Santa Chiara e l’ospedale Santa Giuliana.