Ossessioni, DOC e dubbio patologico

"La vita del paziente perde progressivamente il proprio ritmo naturale e viene scandita dai rituali indotti dalla compulsione" Giorgio Nardone

Spezza le catene del pensiero ossessivo: sbocca la tua libertà

Quando i pensieri diventano una prigione e i rituali controllano la tua giornata, ogni momento può trasformarsi in una battaglia estenuante contro la tua stessa mente.

Il disturbo ossessivo-compulsivo e il dubbio patologico rappresentano alcune delle sfide psicologiche più complesse, ma anche quelle per cui la ricerca scientifica ha sviluppato approcci terapeutici altamente specializzati ed efficaci.

La psicoterapia breve strategica offre strumenti specifici e mirati per interrompere i meccanismi che alimentano ossessioni e compulsioni, permettendoti di riconquistare il controllo sui tuoi pensieri e sulle tue azioni.

Scopri come, con l’aiuto di uno spicoterapeuta, è possibile trasformare il circolo vizioso del dubbio in certezza operativa, i rituali compulsivi in comportamenti funzionali e l’ansia del controllo in spontaneità autentica attraverso un percorso terapeutico evidence-based e orientato a risultati concreti.

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Come funziona l’intervento terapeutico?

Ogni percorso è personalizzato, ma segue linee guida chiare:

1

Identificazione delle strategie

disfunzionali adottate fino a quel momento che non hanno funzionato.

2

Intervento strategico

mirato, spesso paradossale, per interrompere il meccanismo alla base del blocco

3

Sperimentazione concreta

di nuove azioni e visioni, per ridefinire il rapporto con lo studio

4

Consolidamento dei risultati

ottenuti nel percorso terapeutico per renderli stabili e duraturi. 

La Terapia Breve Strategica lavora secondo il principio del “fare per capire”, cioè porta il paziente a sperimentare un cambiamento comportamentale prima ancora che cognitivo, ottenendo così una nuova consapevolezza attraverso l’esperienza diretta.

Psicoterapia Breve Strategica® - Cos’è e come funziona?

È un modello di intervento terapeutico ideato al Mental Research Institute a Palo Alto (California) e successivamente sviluppato da Paul Watzlawick e Giorgio Nardone presso il Centro di Terapia Strategica di Arezzo.

Il Prof. Nardone – con il quale mi sono formato – e il team del Centro di Terapia Strategica hanno formulato specifici protocolli di trattamento per vari tipi di patologie psichiche e comportamentali, sviluppati attraverso la metodologia della ricerca-intervento.

In questo approccio si agisce secondo la teoria dell’“imparare facendo”: si preferisce l’azione all’indagine delle cause, preferendo mettere in atto concrete strategie che portano alla risoluzione del problema. “Se vuoi vedere impara ad agire” è il principio cibernetico che sta alla base di questa idea: è l’azione, prima del pensiero, che ci porta a gestire le situazioni che affrontiamo e ci dà suggerimenti su come cambiare..

Il terapeuta propone strategie e stratagemmi che portano il paziente a modificare i propri comportamenti, modificando così il contesto nel quale agisce, osservandolo da nuove prospettive.

Problematiche trattate

  • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC)
  • Ossessioni di contaminazione
  • Dubbi patologici ricorrenti
  • Pensieri intrusivi indesiderati
  • Rituali e compulsioni comportamentali
  • Paralisi decisionale ossessiva

Benefici della psicoterapia

  • Interruzione dei cicli ossessivo-compulsivi
  • Riduzione del dubbio patologico
  • Controllo dei pensieri intrusivi
  • Diminuzione dei rituali comportamentali
  • Recupero della capacità decisionale
  • Miglioramento della qualità di vita

Percentuali di successo

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Media di esiti positivi

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Disturbi fobici e ansiosi

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Ossesioni e DOC

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Disturbi dell’umore

  • Bartoletti, A. (2019). *Pensieri brutti e cattivi. Ossessioni tabù: come superarle*. FrancoAngeli.
  • Nardone, G., & Portelli, C. (2013). *Ossessioni, compulsioni, manie. Capirle e sconfiggerle in tempi brevi*. Ponte alle Grazie.
  • Nardone, G., & De Santis, G. (2011). *Cogito ergo soffro. Quando pensare troppo fa male*. Ponte alle Grazie.
  • Pietrabissa, G., Manzoni, G. M., Gibson, P., Boardman, D.,
  • Gori, A., & Castelnuovo, G. (2016). *Brief strategic therapy for obsessive–compulsive disorder: a clinical and research protocol of a one-group observational study*. BMJ Open, 6(3), e009118.
  • Proietti, L., Aguglia, A., Amerio, A., Costanza, A., Fesce, F., Magnani, K. et al. (2022). *The efficacy of brief strategic therapy in treating obsessive-compulsive disorder: a case series*. Acta Bio Medica: Atenei Parmensis, 93(Suppl 1).
  • Cohen, S. E., Zantvoord, J. B., Storosum, B. W., Mattila, T. K., Daams, J., Wezenberg, E., et al. (2024). *Influence of study characteristics, methodological rigour and publication bias on efficacy of pharmacotherapy in obsessive-compulsive disorder: a systematic review and meta-analysis of randomised, placebo-controlled trials*. BMJ Ment Health, 27(1).
  • American Psychiatric Association (2013). *Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders – 5th Edition (DSM-5)*. Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.

Disturbo Ossessivo‑Compulsivo (DOC): quando il pensiero diventa prigione

Il Disturbo Ossessivo‑Compulsivo (DOC) rappresenta una delle condizioni psicopatologiche più complesse e invalidanti; questa patologia è capace di alterare profondamente la qualità della vita di chi ne soffre.

Il DOC è caratterizzato dalla presenza di ossessioni, ovvero credenze, pensieri, immagini o impulsi ricorrenti e intrusivi, vissuti come disturbanti e incontrollabili, e compulsioni, cioè comportamenti ripetitivi o rituali mentali che vengono messi in atto per alleviare l’ansia generata da quei pensieri e diventano irrinunciabili.

Le compulsioni, vengono perpetuate secondo uno schema fisso, con la convinzione che, ripetendole, si possa mantenere sotto controllo una minaccia percepita.

Le forme più comuni includono lavaggi eccessivi (delle mani, del corpo, o degli ambienti), controlli ripetuti (come il gas, gli interruttori della luce, le porte e le finestre di casa), conteggi, sistemazioni meticolose (ordinare e riordinare un ambiente), o rituali mentali come la ripetizione di parole o formule.

Esistono anche ossessioni meno visibili, legate a contenuti disturbanti come paure di natura aggressiva (fare del male a qualcuno di caro), sessuale o religiosa, che vengono vissute spesso con profonda angoscia, perché contrarie ai propri valori morali.

Terapia per il Disturbo Ossessivo Compulsivo: tra razionalità e strategia

La Terapia Breve Strategica, nel trattamento del Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) punta sull’azione immediata e sull’effetto correttivo delle esperienze e delle azioni che il paziente mette in atto quotidianamente.

Il terapeuta propone al paziente modalità alternative per agire i propri comportamenti. Spesso vengono proposti ai soggetti interventi paradossali che, seppur apparentemente illogici, producono cambiamenti rapidi e significativi. Il principio su cui si fonda è opposto a quello razionalista del buon senso: prima si fa, poi si comprende.

La Terapia Breve Strategica mira quindi a interrompere quei circoli viziosi che mantengono e alimentano il disturbo – evitamenti, richieste di rassicurazione, compulsioni –includendo nel processo anche i familiari, che spesso vengono, loro malgrado, costretti a obbedire ai rituali del paziente.

Il nucleo familiare, se coinvolto, può e diventa anch’esso agente del cambiamento.

Tipologie di ossessioni: quando il pensiero si divide

L’agorafobia è letteralmente il “terrore della piazza” (dal greco agorà= piazza e fòbos= paura), cioè dei luoghi aperti e magari brulicanti di persone. Chi soffre di questo problema si trova in condizioni di forte quando sia in mezzo alle persone e trovi difficile allontanarsi, vuoi per l’imbarazzo di farsi cogliere in difficoltà, vuoi per la paura di non ricevere adeguato aiuto in caso di cadute o vertigini, oppure ha paura di rimanere intrappolato in mezzo alla folla.

Chi soffre di agorafobia teme anche altri tipi di luoghi, come, per esempio i supermercati, le strade chiuse come le autostrade e le superstrade, le discoteche ecc…

Chi soffre di agorafobia solitamente cerca di evitare questi luoghi, preferendo stare al sicuro in casa, o ben vicino alla via di fuga; spesso queste persone cercano costantemente di farsi accompagnare in luoghi “difficoltosi” da persone di fiducia.

Talvolta si accompagna all’agorafobia, o si presenta da sola, anche la claustrofobia, ossia la paura patologica degli spazi chiusi dai quali la fuga sarebbe assai complicata, come per esempio gli ascensori o le stanze chiuse, la risonanza magnetica…

Il dubbio patologico: quando non si può smettere di chiedersi “e se...?”

Vi è un’altra condizione psicologica che può risultare fortemente invalidante: il dubbio patologico.

Si tratta di una forma ossessivo-compulsiva del pensiero, che può portare a vivere in uno stato di costante incapacità di decidere, o a cercare di sviscerare, con il solo uso del pensiero, domande profondamente esistenziali, fino a giungere ad un blocco. Ogni scelta o pensiero diventano così fonte di profonda angoscia.

Questa forma di pensiero principalmente la paura di sbagliare in modo irreparabile (nel lavoro, nelle relazioni, nelle scelte più o meno grandi di vita, ma anche che tipo di pastasciutta fare a pranzo), di perdere il controllo e agire in modo inconsulto, di non essere all’altezza delle proprie aspettative o di quelle socialmente date.

Chi sviluppa questo tipo di dubbio è portato a cercare continuamente rassicurazioni, a paralizzarsi di fronte alle decisioni, finché non raggiunge la certezza che una scelta è migliore rispetto all’altra (ma spesso non è possibile saperlo nulla con certezza assoluta), si colpevolizza per qualcosa che ha gli è successa nel passato, calcola e ricalcola mentalmente le situazioni nelle quali si trova alla ricerca di una irragionevole certezza al di là di ogni ragionevole dubbio.

Il dubbio patologico non si struttura attorno a rituali evidenti: in questo caso il rituale è il pensiero. Le ruminazioni mentali ne sono costitutive, e logorano chi ne soffre, fino a invalidarne la vita sotto diversi aspetti. Queste ruminazioni mentali possono riguardare qualsiasi ambito della vita: gli affetti, aspetti etico-morali, aspetti religiosi e spirituali, le relazioni amorose, amicali, o affettive in senso più ampio.

Non è raro che chi soffre di questo problema si trovi a sperimentare a una perdita di fiducia nelle proprie percezioni e nella propria memoria, arrivando a provare un vero e proprio senso di smarrimento.

Strategie di intervento sul dubbio patologico

La Terapia Breve Strategica si è dimostrata particolarmente efficace anche in questo ambito, poiché non si limita ad analizzare razionalmente i contenuti del dubbio ma lavora sul funzionamento della mente nel momento presente, riducendo l’ipercontrollo e favorendo un’esperienza più immediata della realtà.

Attraverso protocolli di intervento costruiti ad hoc e strategie comunicative raffinate, il terapeuta guida la persona verso una nuova costruzione della propria capacità di agire e decidere.

Domande frequenti - FAQ

Il tempo necessario al vostro problema in quel preciso momento. Generalmente il tempo varia da 45 minuti ai 90 minuti, ma non c’è una regola valida per chiunque

Varia da persona a persona ed è difficile dare una risposta precisa senza conoscere il caso. Solitamente entro le 20 sedute si terminano i percorsi. I primi miglioramenti sono spesso visibili entro le prime 5 sedute.

Dipende molto dal problema che la persona mi presenta e dai suoi bisogni. Generalmente si fissano gli appuntamenti ogni due settimane, in alcuni casi ogni sette o dieci giorni. Ogni persona e ogni problema sono a sé e non può esserci una regola precisa predefinita.

Certamente. Il ruolo dello psicologo-psicoterapeuta è quello di aiutare anche chi prende farmaci a lavorare sul problema che si presenta; anche per chi assume farmaci la psicoterapia può essere una utile e spesso, indispensabile, integrazione. La terapia farmacologica deve essere monitorata da un medico o da uno psichiatra. Lo psicologo non può intervenire in alcun modo sulle prescrizioni farmacologiche.

Il costo della seduta varia a seconda del tipo di trattamento e dalla durata. Nel corso della prima seduta ti darò un quadro completo e trasparente dei costi.

Sì. In alcuni casi è prevista la partecipazione attiva dei genitori come parte del processo terapeutico.

Negli ultimi anni si è introdotta anche la possibilità di lavorare su internet. Quando vi siano effettive impossibilità logistiche si possono avviare anche percorsi via internet. Tuttavia, quando non sia impossibile farlo, sarebbe preferibile vedersi in presenza. È importante imparare a dedicarsi del tempo per sé e interagire con le persone. Forse non tutti sanno che alcuni studi sembrano mettere in luce che l’incontro dal vivo produce effetti benefici non solo a livello psicologico, ma anche a livello di fisiologia del cervello!

Sì. Le prestazioni psicologiche sono detraibili anche senza prescrizione medica, secondo la normativa vigente.

Ricevo su appuntamento nei miei studi di Verona e Bovolone (VR)

LunedìVenerdì dalle 10 alle 20
Sabato dalle 11:00 alle 18:00

Lo studio di Verona si trova in via Arsenale, 64, al di là del ponte di Castelvecchio, in un palazzo storico.
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Lo studio di Bovolone (VR) si trova in Piazza Donatori di Organi, 2.
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La differenza tra psicologo e psicoterapeuta è sostanziale. Lo scopo principale dello psicologo è quelli di prevenire disagio e i disturbi psicologici, promuovere il benessere della persona, prestando attenzione al funzionamento della mente, con le sue componenti fisiologiche, psicologiche, relazionali e ambientali.

Lo psicoterapeuta, oltre che occuparsi di questi aspetti, si occupa del trattamento delle psicopatologie, intervenendo in modo diretto su questi problemi che le persone possono avere. Lo psicoterapeuta invece studia in modo specifico per altri 4 anni il trattamento delle psicopatologie; in psicoterapia vi sono differenti approcci, poiché nessuno di noi è standardizzabile.

L’approccio che ho scelto è quello della psicoterapia breve strategica. In questo percorso di studio si è obbligati a fare un tirocinio pratico di 250 ore ogni anno. I miei li ho svolti alternandomi tra due celebri realtà veronesi: la clinica Santa Chiara e l’ospedale Santa Giuliana.

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