Ci sono casi di cronaca che attirano la nostra attenzione per la loro bizzarria e apparente insensatezza da una parte e per i loro aspetti tragici dall’altra.
Una giornalista mi ha contattato per avere la mia opinione professionale su un fatto di cronaca assai strano. Una signora ha perso la vita travolta dai pacchi che ha acquistato e accumulato in casa sua.
Ho cercato, assieme alla dott.ssa Peluso, la giornalista che mi ha intervistato, di ipotizzare alcuni funzionamenti generali che possono accadere nella mente delle persone che soffrono di disturbi simili.
Una ipotesi clinica
Poco prudente e poco serio sarebbe dire che “è andata così”, tuttavia possiamo fare qualche ipotesi che potrebbe essere realistica.
Da una parte ci può essere la compulsione a comprare, divenuta famosa col brutto termine inglese shopaholism, dall’altra il disturbo da accumulo vero e proprio. Da una parte compro e compro e compro, perché a un certo punto non riesco più a farne a meno, dall’altra non riesco più a buttare gli oggetti in eccesso, finché la casa esplode.
In questo fatto di cronaca purtroppo c’è stato un esito tragico, tuttavia molti soggetti che soffrono di patologie simili vivono letteralmente sepolti vivi dalla “roba” accumulata.
I sospetti sul design di internet1
Complici dell’acutizzarsi di questi disturbi potrebbero essere, come si sospetta da anni, e come si comincia a dire anche in tribunale, le architetture o design delle applicazioni che utilizziamo per comprare e per “comunicare”2. Vengono infatti introdotti meccanismi che creano dipendenza e da cui tutti siamo presi. Chi però è più fragile può avere maggiore difficoltà a uscirne illeso. Nella immagine si può vedere copia dell’articolo esteso, e cliccando il collegamento in basso si può leggere l’articolo on line che ha un taglio leggermente diverso, più centrato sul fatto di cronaca in sé e con un approfondimento psicologico più contenuto.
Buona lettura!

Il link all’edizione su internet: Corriere del Veneto: Accumulatrice seriale muore soffocata dai suoi stessi pacchi: in casa non c’era più spazio per muoversi
- cfr. Williams, J., Scansatevi dalla luce. Libertà e resistenza digitale. Effequ, Firenze, 2018 ↩︎
- https://www.avvenire.it/attualita/condanna-storica-per-i-colossi-dei-social-cosi-hanno-creato-dipendenza-nei-minori_106349 ↩︎


